lunedì 7 novembre 2011

Palermo: Basile, Manzi e Morsello con FN contro mafie, racket e usura

Si è svolto con successo, in una bella cornice di pubblico attento e partecipe - sabato 5 novembre, a Palermo, presso la sala "Manfredi" dell'hotel Excelsior - il convegno organizzato da Forza Nuova sul tema "Libertà da mafie racket e usura".
I relatori, accomunati dalla rara credenziale di essere uomini veramente liberi, impegnati in prima persona nella lotta a mafie e antimafie di maniera e nella conseguente denuncia delle ingiustizie, hanno coinvolto gli intervenuti con il racconto delle proprie esperienze, spesso dolorose, e con la positiva testimonianza concreta costituita da una comune, generosa combattività che ha finito per contagiare tutti.

Martino Morsello, oggi esponente del Movimento dei Forconi, nel ripercorrere la vicenda della "Ittica mediterranea" di Marsala, da lui diretta, non ha potuto fare a meno di evidenziare il paradosso umiliante che impedisce agli imprenditori onesti di coltivare la speranza per il futuro: al racket mafioso si aggiunge il racket del governo e di chi gestisce i fondi previsti dalla Legge 108 del '96 (Disposizioni in materia di usura), sostenendo le aziende già gestite da imprenditori disonesti e conducendo, di fatto, al fallimento quelle attività che vengono messe in piedi e portate a livelli d'eccellenza da una libera imprenditoria che dovrebbe, al contrario, ricevere appoggio concreto da parte di un sistema che volesse davvero investire sulla rinascita. Tragico constatare che, nonostante le coraggiose denunce, o a causa di queste, si pensi a quella indirizzata da Morsello al prefetto di Trapani Finazzo, chi si rivolge alla mafia ottiene fondi ed aiuti, al contrario di quanto avviene a chi si affida alle strutture ufficiali.

Clamorose ed eclatanti, per chi creda che l'antimafia appartenga ad una sola parte politica, le rivelazioni che, da uomo di sinistra, ha fatto Frediano Manzi, presidente dell'Associazione "Sos racket e usura": "Nel milanese, la ‘ndrangheta interloquiva con il SeL, con il PdL, con il PD, con AN..." Boss calabresi, come Mandalari, facevano affari con gli assessori del partito di Vendola". Ancora più clamorose appaiono queste rivelazioni, regolarmente documentate attraverso denunce supportate da intercettazioni telefoniche inequivocabili, perché affermate con l'autorità di chi ha già subito ben 53 fra attentati incendiari, gravi danneggiamenti e minacce a mano armata. Anche Manzi ha, infine, sottolineato l'enorme potere gestito dall'Associazione nazionale antiracket indicando in personaggi come Tano Grasso, che ne è presidente, i responsabili della gestione, mafiosa nei fatti, delle risorse destinate a sostenere le vittime del racket.

Applauditissimo l'intervento di Gioacchino Basile, che tornava a parlare in pubblico a Palermo dopo diversi anni: "Sogno di denudare il re", ha detto fra l'altro, sottolineando come il ruolo della criminalità organizzata e il suo strapotere apparente siano effetto di una causa più profonda che vede l'Italia ricattata dai politici.
Il neocandidato a sindaco di Palermo, nel ripercorrere le tappe principali della sua storia, ha ribadito le accuse documentate che rivolge da anni ad un intero sistema che vede la connessione di magistratura, sindacato, politica, Fincantieri e partecipazioni statali quali mandanti della strage di via D'Amelio, senza lesinare accuse dirette rivolte a magistrati e politici, Vittorio Teresi e Carlo Vizzini tra gli altri. "E' necessario sconquassare il sistema, il mio desiderio è quello di poter trasmettere l'ultima speranza fino ad un minuto prima di morire", ha concluso l'ex sindacalista.

Roberto Fiore ha delineato le posizioni contrapposte che si fronteggiano oggi: da una parte il sistema e dall’altra Forza Nuova e tutti gli uomini di buona volontà, come Basile, Manzi, Morsello, che costituiscono la fibra forte di un popolo ancora capace di reagire. Mafia e massoneria si identificano con quelle forze del male che, nell’economia, nel sociale, nella finanza, nella deriva spirituale, rappresentano un intero sistema che ci combatte. “Al di là degli steccati – ha concluso il segretario nazionale di FN – nessuna rinascita nazionale sarà mai possibile senza puntare decisamente alla distruzione delle mafie e del sistema di potere che le gestisce”.
Dopo aver presentato i relatori e organizzato la successione degli interventi, Giuseppe Provenzale – coordinatore siciliano di Forza Nuova - ha poi concluso i lavori del convegno, ringraziando tutti gli intervenuti e presentando una bozza del simbolo della Lista Civica “Liberiamo Palermo con Gioacchino Basile”, simbolo attorno al quale non potranno non aggregarsi tutte le energie che – libere dai condizionamenti che mafie e antimafie parolaie mettono in atto – Palermo è in grado di produrre.

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