giovedì 1 marzo 2012

Lista civica "Liberiamo Palermo con Gioacchino Basile", Bennardo Mario Raimondi candidato al Consiglio comunale


Bennardo Mario Raimondi, il ceramista palermitano che dopo aver denunciato usurai ed estortori è stato abbandonato dallo Stato e dai "professionisti dell'antimafia", si candida al Consiglio comunale con la lista Liberiamo Palermo, che sostiene la candidatura a sindaco del capoluogo dell'ex sindacalista CGIL Gioacchino Basile. 
"Ci è sembrato naturale - spiega Basile - offrire a Raimondi la candidatura nelle nostre liste. La sua storia costituisce l'ennesima testimonianza dell'ipocrisia di un sistema politico che da una parte spinge alla denuncia dei criminali e dall'altra condanna alla miseria e alla morte civile chi trova il coraggio di farlo".
"La lista civica che mi onoro di rappresentare fa del sostegno alle vittime dell'usura uno dei punti forti del programma di alto spessore sociale che stiamo preparando e la collaborazione di Raimondi - ha concluso - sarà preziosa per dare voce ai tanti palermitani che hanno ricevuto dalle istituzioni e da certe associazioni solo vuote parole, qualche pacca sulla spalla e una drammatica solitudine".

"Liberiamo Palermo con Gioacchino Basile"

Ufficio stampa
340-7940989

sabato 18 febbraio 2012

Forza Nuova Sicilia, decine di striscioni a Palermo e Catania per chiedere dimissioni Lombardo


Azione congiunta di Forza Nuova nelle due principali città siciliane per chiedere le dimissioni di Lombardo e del governo regionale; gli striscioni affissi attaccano anche i deputati regionali - definiti "ladri istituzionali" - e promuovono la moneta di popolo, contemplata nello Statuto speciale.
"Da tempo chiediamo lo scioglimento del parlamento regionale e il commissariamento della Regione - spiega il segretario regionale di FN, Giuseppe Provenzale - così come, non da oggi, indichiamo in Raffaele Lombardo il terminale politico di un sistema di corruttela e malaffare che occupa tutti i posti di potere all'unico scopo di condannare la Sicilia a quel sottosviluppo che tanto arricchisce, oltre  agli stessi politicanti plurindagati che siedono all'ARS, anche chi controlla quelle centinaia di migliaia di voti che servono al sistema politico per garantirsi la sopravvivenza". 
"All'attuale governatore contestiamo inoltre - ha proseguito l'esponente forzanovista - il ruolo assunto nell'addomesticare la rivolta dei Forconi e, così facendo, le legittime aspirazioni del popolo siciliano, ruolo che alcuni esponenti dello stesso movimento spontaneo hanno, nei fatti, favorito".
"Lombardo si è accreditato con i banchieri e i "tecnici" che ci stanno conducendo alla fame - ha concluso - e mai ha dimostrato, come avrebbe dovuto fare, promuovendo contro la crisi la moneta popolare siciliana, di voler fare propria la volontà espressa dal popolo in lotta che ne chiedeva, con le altre norme dello Statuto, la realizzazione . Dal cuore di quei siciliani che nelle ultime settimane hanno dimostrato di possedere una grande dignità non possono che provenire, quindi, le stesse forti richieste di cui Forza Nuova si fa ancora una volta portavoce: Lombardo dimettiti!"

In allegato foto delle affissioni a Palermo e Catania

Segreteria Regionale Forza Nuova Sicilia
Ufficio stampa
340/2175008 – 340/7940989

venerdì 10 febbraio 2012

Chi governa in Italia?

Forza Nuova al fianco delle ragioni di Innocenza Maria Campo e Damiano Nicastro, due siciliani in guerra contro lo strapotere delle banche

No, non sto parlando del governo di Mario Monti e Corrado Passera, non soltanto di quello almeno - anche se l’attuale superministro (Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti) in qualità di ex amministratore delegato, prima di Poste Italiane e poi, fino a ieri, del gruppo Intesa San Paolo, ha certamente un ruolo in questa vicenda – né di un qualunque governo in particolare.
Intendo parlare, piuttosto, di un sistema, costituito dall’intreccio perverso di quelli che chiamiamo spesso “poteri forti”, nessuno escluso, magistratura compresa, che quando vogliono sono capaci di approfittare di un’anziana donna di Ragusa e di un uomo solo, Damiano Nicastro, che, per tener fede ad una promessa, ha continuato anche dopo la morte della signora, Innocenza Maria Campo il suo nome, scomparsa nell’agosto dell’anno appena trascorso, a combattere una guerra disperata contro una rete di muri di gomma, assumendo, suo malgrado, il ruolo di unico indagato in una vicenda che ha dell’incredibile. Una storia allucinante, che va avanti da più di otto anni, e che testimonia in concreto dell’arroganza delle banche e delle complici lentezze della magistratura; una vicenda che parla di mafia vera, anche se la criminalità organizzata che ne è protagonista non usa fucili a canne mozze, ambientata a Ragusa, ma i cui contorni indefiniti si muovono come si muove oggi il denaro, dalla Sicilia a New York con un click sulla tastiera di un computer.
Una ingente somma di denaro, una grossa cifra - frutto dei risparmi di una vita e l’ammontare di un’eredità consistente, depositati presso l’agenzia di Ragusa della San Paolo - svanisce nel nulla con la sparizione di un conto corrente che sembra non essere mai stato aperto, nonostante il correntista abbia assegni, ricevute di versamento e accredito, estratti conto… Il numero di quel conto corrente non risulta né alla banca dalla quale si è volatilizzato né all’Associazione Bancaria Italiana (A.B.I.), la Banca d’Italia promette di intervenire, ma non fa nulla. Nemmeno la Guardia di Finanza ne viene a capo, nessuna indagine riesce a fare luce sul conto corrente sparito.
Dal 2003 al 2011, la signora Innocenza Maria presenta denunce alla Magistratura, supportate da perizie calligrafiche sugli assegni, vari esposti al Ministero della Giustizia e alla Banca d’Italia, invia diffide alla banca, scrive e chiede aiuto a tutte le Istituzioni, anche al Presidente della Repubblica (copia dell’esposto viene inviato il 16/04/2010, con regolare protocollo, dal Capo di Stato Maggiore della GdF, colonnello Giuseppe Sironi, al Comando prov.le della Guardia di Finanza di Ragusa).
Il 10 agosto del 2004, la filiale ragusana risponde ad una richiesta di informazioni della Guardia di Finanza con i toni con cui è solita trasmettere una qualunque comunicazione alla clientela: “Per quanto riguarda la documentazione relativa al c/c. Vi informiamo che non siamo riusciti a rinvenirla nei nostri archivi. Ovviamente, qualora riuscissimo a trovarla provvederemo a inviarla immediatamente”. Nel 2011, la signora presenta un’ulteriore denuncia per sapere che esiti abbiano avuto i due decreti di sequestro della documentazione bancaria emessi dal magistrato, dottor Emanuele Diquattro, (in data 29/09/2006 e 26/01/2007), con incarico alla GdF di Ragusa, decreti di sequestro che risultavano, e risultano ancora oggi, incredibilmente mai eseguiti.
Che fine hanno fatto quei soldi? Quali operazioni sono state fatte utilizzando all’insaputa della correntista il conto 10/645629? Quante firme false sono state apposte per autorizzare i movimenti? Perché i decreti emessi dalla Magistratura non vengono eseguiti e agli esposti inoltrati dalla GdF non c’è alcun seguito?
E, poi, possibile che si tratti di un caso isolato? O i banksters scelgono con cura correntisti con determinate caratteristiche, straordinariamente somiglianti a quelle della signora Campo - ricche ereditiere anziane, sole e indifese - per la loro inesauribile necessità di denaro da “movimentare”?
A queste ultime domande c’è una risposta. Il sito pensareliberi.com (http://pensareliberi.com/2011/10/12/puo-sparire-un-conto-corrente-bancar...) ha fatto una semplice ricerca su Google ed ha scoperto che: “E’ un fenomeno reale e la solitudine dei denuncianti non permette quella cassa di risonanza che il problema richiederebbe. Dalle percentuali dei casi si evince senza alcun dubbio che il numero di “espropri bancari” è tale da non rappresentare quel fenomeno di massa critica oltre la quale se ne farebbe un caso nazionale se non internazionale. Le percentuali sono circa dello 0,01% quindi un conto corrente ogni 10.000 è soggetto a questo tipo di fenomeni”.
Ladri, mica scemi! E ancora : “Un’ultima domanda: secondo voi i soggetti vittime di questi episodi sono persone prese a caso o persone con un profilo ben preciso con scarsa capacità di difesa come nel caso che abbiamo messo in luce oggi? Da una prima analisi sembrerebbe un fenomeno mirato e non casuale”.
La signora Campo, coadiuvata da Damiano Nicastro che ha nominato suo erede, non si è mai arresa, lottando fino alla fine e Damiano oggi come ieri ne continua, come ho già scritto, la guerra: altri esposti, altre denunce, lunghe attese nella sala d’aspetto dell’ufficio di Corrado Passera per ricevere ingannevoli parole rassicuranti dalla segretaria…
Alla storia già incredibile si aggiungono altri particolari: cifre più piccole, ma non irrilevanti, spariscono anche da conti aperti con Poste Italiane, funzionarie reticenti fanno ammissioni davanti ad ispettrici che non riescono comunque ad ottenere giustizia, ma la magistratura finisce per indagare… chi? Un impiegato o il direttore di un’agenzia di provincia? No, Damiano Nicastro, accusato di avere avuto fini inconfessabili. Ed è sua la domanda: “ Chi governa in Italia?”
Come credere infatti che si tratti della disonestà di una persona, quando la rete di connivenze e complicità coinvolge tutti gli attori di questa messa in scena da teatro dell’assurdo? Come avere la possibilità di illudersi che ci possa essere una soluzione, che si possa ottenere una risposta, quando alcuni documenti spariscono misteriosamente e anche il maresciallo comincia a credere che tu sia un matto o un disonesto? Quando il consiglio più amichevole che ricevi è quello di lasciar perdere?
Ma, Damiano Nicastro oggi ha incontrato Forza Nuova. E la sua richiesta di aiuto, di questi tempi, non è isolata: la Sicilia e l’Italia sono piene di vittime delle mafie - usuraie e massoniche, politiche e burocratiche - nemiche di chi, ignorato o schernito dai ricchi e rispettati paladini della giustizia che parlano in TV, è solo, perché svincolato dai viscidi meccanismi di questa democrazia tirannica, ed ha fame di cibo o di giustizia… o di tutte e due. Queste persone del popolo a cui apparteniamo, si rivolgono a noi sempre più spesso. Con loro divideremo ciò che abbiamo, a loro siamo in grado di fare una promessa: con voi e anche per voi lottiamo e lotteremo.

Giuseppe Provenzale
Ufficio politico di Forza Nuova

domenica 29 gennaio 2012

Marsala, 27 gennaio: Morsello, Fiore, Basile, Manzi; "Insieme contro Serit/Equitalia per l'agricoltura e la moneta di popolo"

Si è svolto con successo, nei locali dell'auditorium del complesso monumentale S. Pietro a Marsala, il convegno - organizzato dal Movimento Agricolo Europeo - sul tema: " Liberiamo la Sicilia - Agricoltura al centro - Moneta di popolo".
Dopo l'introduzione di Ignazio Ardagna, segretario del Movimento, i relatori hanno tenuto i loro interventi accompagnati dal vivo interesse del pubblico, più di cento i presenti, richiamato - oltre che dal tema del convegno - dalla presenza dello stesso Ardagna e di Morsello, reduci dalle entusiasmanti giornate di protesta popolare che li hanno visti protagonisti come esponenti di punta del Movimento dei Forconi.
Ed è stato proprio il Movimento dei Forconi, con le sue rivendicazioni e la collaborazione attiva degli autotrasportatori in lotta - che ha dato voce come non mai in questi giorni al profondo disagio del settore primario, condannato a morte dalla globalizzazione – uno dei protagonisti della serata. Tutti gli intervenuti - da Gioacchino Basile a Roberto Fiore - non hanno mancato di sottolineare l'importanza di una lotta di popolo che dalla Sicilia si è ormai allargata a tutta la Penisola.
Martino Morsello ha ricostruito il lungo percorso che ha portato, fra l'indifferenza e l’iniziale rassegnazione di molti, all'esplosione spontanea di una protesta che ha finito per coinvolgere un popolo intero contro l'oppressione della casta politico-finanziaria, ora al governo. Dopo aver respinto al mittente le accuse di infiltrazioni mafiose, ha illustrato, citando gli esiti positivi di numerosi ricorsi, le linee guida della guerra contro l'usura di Stato praticata da Serit/Equitalia contro gli italiani, invitando a rivolgersi al dott. Bordonaro, coraggioso commercialista, animatore della campagna.
Frediano Manzi, presidente dell'associazione "S.O.S. Racket e Usura", ha illustrato i significativi risultati ottenuti dal lavoro di una realtà che fa dell'azione concreta, al di là delle appartenenze politiche, la propria bandiera e ha presentato al pubblico Bennardo Mario Raimondi, artigiano palermitano vittima dell'usura criminale e di quella legalizzata, che ha raccontato la sua tragica storia.
Gioacchino Basile - eroe antimafia, oggi candidato sindaco a Palermo con la lista "Liberiamo Palermo", promossa da Forza Nuova - vulcanico come sempre, ha abbracciato con contagioso entusiasmo la causa dei Forconi e ha spiegato le ragioni della sua battaglia per la verità sulla strage di via D'Amelio, le cui responsabilità vanno rintracciate, fuori dai depistaggi suggestivi della trattativa mafia - Stato, nel coinvolgimento delle Partecipazioni Statali, della criminalità organizzata, della politica, di Confindustria e del sindacato nella spartizione della miliardaria torta degli appalti pubblici su cui indagava quel grande procuratore della repubblica di Marsala che fu Paolo Borsellino, isolato dai colleghi di Palermo che fecero carriera dopo il suo estremo sacrificio.
Roberto Fiore - segretario nazionale di Forza Nuova e già deputato europeo - dopo aver evidenziato la portata rivoluzionaria del movimento siciliano e degli altri movimenti europei - dall'Islanda, all'Ungheria - si è soffermato, nel corso di un'ampia e lucida analisi, sulla soluzione alla crisi che può provenire soltanto dall'adozione della moneta di popolo. Citando, fra gli altri, l'esempio virtuoso dei Patacones argentini, Fiore ha sottolineato la necessità di accompagnare al rifiuto del debito la realizzazione della moneta emessa dai cittadini, quale priorità irrinunciabile che - insieme alla lotta contro gli usurai Serit/Equitalia - può coagulare attorno a sé tutte le forze autenticamente antisistema, delineando una piattaforma rivendicativa concreta, in grado di fissare gli obiettivi irrinunciabili delle lotte imminenti.

In allegato, servizio fotografico

Segreteria Regionale Forza Nuova Sicilia
Ufficio stampa
340/2175008 – 340/7940989

www.forzanuovapalermo.org 
www.ilcuibpalermo.blogspot.com
forzanuova.palermo@tiscali.it
forzanuova.palermo@yahoo.it




mercoledì 25 gennaio 2012

FORZA NUOVA SICILIA SMENTISCE PROPRIO ALLONTANAMENTO DA CORTEO FORCONI


La Segreteria Regionale di Forza Nuova Sicilia
smentisce categoricamente la notizia diffusa da alcune agenzie di stampa secondo la quale i suoi militanti sarebbero stati allontanati dal corteo del Movimento dei Forconi.

Per tutta la durata del corteo i militanti di Forza Nuova hanno attivamente partecipato, così come è avvenuto, del resto, fin dal primo giorno in cui è iniziata questa grande lotta di popolo.

Forza Nuova rifiuta ogni tentativo di strumentalizzazione - e ogni velina del sistema - e ribadisce che in questo momento è di importanza primaria non corrompere l'unità di Popolo che sta caratterizzando questa battaglia.

Segreteria Regionale Forza Nuova Sicilia